L’avventura di Alessio Bargagli nel mondo della birra artigianale

Negli ultimi anni i beer-shop hanno svolto un ruolo decisivo nella diffusione della cultura della birra artigianale in Italia. Nati come punti vendita specializzati, sono diventati luoghi di incontro, degustazione e scoperta, capaci di avvicinare un pubblico sempre più curioso a prodotti di alta qualità e a storie autentiche. Dietro ogni beer-shop c’è quasi sempre un appassionato che, dopo anni di esperienza e formazione, decide di condividere la propria conoscenza. È questo il caso di Alessio Bargagli, fondatore del Wooden Beer di Grosseto, realtà ormai di riferimento nel panorama toscano e non solo.
Con lui abbiamo parlato della sua storia, delle sfide del settore e delle prospettive future di chi lavora ogni giorno per valorizzare la birra artigianale.

Alessio, come nasce la tua passione per la birra artigianale e come si è trasformata in un progetto imprenditoriale come il Wooden Beer?

La mia esperienza nel mondo della birra inizia a 18 anni, quando ho cominciato a lavorare per sette anni all’interno di un birrificio artigianale. Lì mi occupavo della produzione vera e propria, della cotta, e ho potuto conoscere a fondo materie prime e processi produttivi.
In quegli anni ho partecipato anche a seminari, come quelli a Bamberga presso Weyermann, dove ho approfondito il tema della maltificazione, e ho viaggiato spesso in Belgio per visitare birrifici e arricchire la mia formazione. Ho seguito anche un corso di degustazione a Udine, dedicato all’analisi sensoriale e ai difetti della birra.
Dopo sette anni sentivo il desiderio di mettere in pratica tutto quello che avevo imparato, e così nel 2018 è nato il Wooden Beer. Il nome richiama il legno, perché l’arredo è interamente realizzato in questo materiale — simbolo di tradizione — e perché mio padre, appassionato di falegnameria come lo era mio nonno, realizza le nostre confezioni in legno. Così abbiamo unito due passioni di famiglia: la birra e la lavorazione del legno.

Il tuo percorso è stato molto legato anche alla promozione culturale, penso ad esempio all’evento “Vulcano di Birra”. Ce ne parli?

Sì, “Vulcano di Birra” è nato nel 2017, ancora prima dell’apertura del Wooden Beer. L’idea mi è venuta frequentando i festival birrari italiani ed europei: volevo creare qualcosa di simile anche da noi.
Oggi è una manifestazione ben avviata, con oltre cinque anni di vita. Ogni anno invitiamo cinque birrifici artigianali, organizziamo degustazioni speciali — come quella della Westvleteren dello scorso anno — e abbiniamo tutto a ottimo street food. È un evento che seguo personalmente e che continua a crescere, con l’obiettivo di diffondere la cultura della birra artigianale di qualità.

Come si è evoluto il Wooden Beer in questi anni, anche alla luce delle difficoltà legate al periodo del Covid?

All’inizio l’idea era quella del classico beer-shop “puro”: un luogo dove acquistare birre in bottiglia, un po’ come quelli che avevo visto all’estero. Partii con circa cento etichette selezionate da tutta Europa, privilegiando i produttori che conoscevo personalmente e le birre che avevo assaggiato durante i festival.
Poi è arrivato il Covid, che ci ha costretti a reinventarci: ho aperto una piattaforma online e ho iniziato a fare consegne a domicilio. In seguito abbiamo investito in un vero e-commerce, che oggi è ancora attivo e ci permette di spedire in tutta Italia.
Dopo la pandemia abbiamo trasformato il locale, aggiungendo la mescita e la somministrazione diretta: oggi il Wooden è anche un luogo di degustazione, aperitivi e convivialità, con una selezione sempre aggiornata di birre artigianali alla spina e in bottiglia.

Oggi il Wooden Beer non è solo un punto vendita, ma anche una piccola rete di distribuzione. Come si articola la vostra attività attuale?

Sì, negli ultimi anni abbiamo ampliato il progetto su tre fronti: il Beer con mescita, l’e-commerce e la distribuzione locale.
Lavoriamo con diversi birrifici artigianali italiani, che proponiamo ai locali della provincia di Grosseto. Forniamo anche impianti di spillatura per eventi e collaboriamo con varie realtà sul territorio.
È un lavoro che richiede organizzazione, ma ci dà grande soddisfazione: nel 2025 prevediamo di chiudere l’anno con circa 300 ettolitri di birra venduti, un ottimo risultato per una realtà piccola come la nostra, in cui lavoriamo in due persone.

Quali sono i progetti futuri e le novità in arrivo per il Wooden Beer?

Per il periodo natalizio stiamo preparando nuove confezioni regalo! Avremo la disponibilità delle classiche confezioni logate Wooden con 2 da 75 cl  e 6 bottiglie da 33 cl, e le eleganti cassette in legno contenenti 4 bottiglie da 33 cl. Queste ultime sono realizzate a mano da mio padre, saranno in edizione limitata, perfette per chi cerca qualcosa di unico ed un regalo speciale.
Come ogni anno, proporremo anche una selezione speciale di birre natalizie, soprattutto belghe, e durante il resto dell’anno continuiamo a inserire prodotti stagionali, dalle birre speziate primaverili a quelle più leggere estive.
La nostra forza resta la conoscenza profonda del prodotto: ogni birra che vendiamo la conosciamo bene, sappiamo raccontarla e spiegarne il gusto. Questo fa la differenza: quando il cliente la assaggia, ritrova esattamente ciò che gli abbiamo descritto. È la soddisfazione più grande.